
carissimi.
ora andate dal vostro giornalaio e glielo ordinate.
perché c'è Raelina, qua sopra.
mica cazzi.
cioè.
ci sono i cazzi.
ma anche raelina.

Impazza quest'oggi su giornali e televisioni la notizia che Roberto Saviano ha dichiarato di volersene andare a vivere all'estero visto che la sua vita in Italia ormai è diventata impossibile. Subito scatta la solidarietà "di istituzioni e chiesa" (parole dell'arcivescono di Napoli, città ove evidentementente le istituzioni si identificano con la chiesa ed entrambe si identificano con... indovinate un po' con cosa...).
Ora, come si diceva un tempo, mi sorge spontaneo un dubbio: ma caro Saviano, se sei così minacciato, se davvero ti volevano mettere una bomba sotto al culo (e nessuno ne dubita eh), c'era davvero bisogno di fare un annuncio pubblico? Voglio dire, se come dici senti il bisogno di vivere come tutti indisturbato e finalmente libero in un nuovo anonimato all'estero, annunciarlo a caratteri cubitali su tutti i giornali non mi sembra la via giusta, o sono scemo io?
Magari non ragiono come quel grande scrittore che sei, la mia mediocrità mi impedisce di vedere le ragioni dietro a tutto questo, ma onestamente da comune cittadino spaventato come te dalla camorra e dalla mafia, se devo andarmene di nascosto lo faccio, appunto, di nascosto, non proclamandolo prima a tutti i media...
Occhei, mi direte voi, ma l'esempio? Cioè, Saviano non è un cittadino comune, ha deciso di diventare un caso esemplare per scuotere le coscenze ecc... ecc... Ebbene, mi pare che se il suo diffuso apparire sui media poteva avere un senso quando si atteggiava a eroe e martire perseguitato dalla camorra, quando dice (più o meno parole sue, o almeno parole sue riportate dalle testate giornalistiche) che butta la spugna e ne ha piene le balle, che razza di esempio sarebbe? Non fraintendetemi, liberissimo di farlo e anzi riscuote assai di più la mia simpatia adesso che quando veniva additato a nuovo supereroe dell'antimafia, ma farlo di nuovo davanti ai flash mi puzza un po' di grave malattia (la malattia di protagonismo, of course).
Caro Saviano, io mi auguro che nessuno ti ammazzi e che i tuoi persecutori siano tutti arrestati e assicurati alla giustizia, ma solo un piccolo consiglio: se te ne vuoi andare in vacanza a New York (perché tanto lo sappiamo che sarà lì che andrai a parare, magari c'hai già anche l'attichetto o il loft in qualche zona trendy) non lo sbandierare ai quattro venti come se fosse l'ennesimo atto di eroismo. Siamo tutti umani e non c'è nulla di cui vergognarsi...
(E va bene, in questo caso io)
Oggi, dopo il lavoro, sono andata a farmi una passeggiata. Ho girovagato un po' nella piazza preferita da tossici, pervertiti, malati mentali e stormi di piccoli emo in calore in attesa dell'arrivo di un'amica.
Un po' evitavo i maniaci, un po' spiavo i rituali di accoppiamento degli emo (colma dello spirito Piero Angela, sempre sia lodato) e un po' fumavo. Ed è qui la tragedia. Avevo fumato una sigaretta da tempo e avevo intenzione di accendermene una seconda sotto la statua del Sommo (Dante), tutta carina con la mia giacca da lavoro e i miei capelli spalmati di lozione ai cristalli liquidi, quando passa un tipo figo. Cioè. Ruvido.
Capelli lunghi, giacca di pelle, faccia da non-tossico, cioè non uno pronto a rubarti i soldi dal portafoglio appena ti volti, quindi appetibile. Avevo già la sigaretta in bocca, e mentre lo guardo cerco l'accendino. Lui non mi guarda, eh. Non mi guarda. I miei ormoni malati intanto fanno festa e io prendo l'accendino.
Un po' lo guardo un po' faccio la vaga senza accendere la sigaretta.
Lui oltrepassa la statua e se ne va. Solo all'ultimo istante noto che mi guarda. Insomma, un incontro da spatascio di ormoni malati mi capita mille volte al giorno, ormai ci faccio l'abitudine, guardare è diventata quasi una routine.
Certo però che anche loro che ricambiano, questi ruvidoni. Il mio fascino ormai è leggenda, penso. Un po' figa, anche se stordita dal lavoro e dall'evitare gli emo.
L'ho stregato anche se per un istante, eh? La lupa perde il pelo ma non il vizio, ah-ah.
E torno alla mia sigaretta.
Stavo cercando di accenderla con l'evidenziatore.
Dio, fa' che quello non mi abbia vista.