A me l'anno bisesto sta sui maroni. Tipo un gatto, appeso colle unghiole. Sfriiiiiiiiiiiimaieeeeeeow.
L'anno bisesto si rivelò una mattonata sulle gonadi già in prima media.
La professoressa di matematica ci disse: io son nata il 29 Febbraio, calcolate quanti compleanni ho festeggiato finora. Poi aprì il giornale e considerò terminata la sua lezione. Quando rivendetti i tre libri di matematica, tirai su più del canonico 50%, quello di algebra era ancora incellophanato e comunque quando li portai al mercatino del libro usato per tirare su qualche soldo da convertire in vinile non era un anno bisesto. A riprova che.
A me l'anno bisesto fa venire lo sciacquamento di ginocchi col latte. Ogni volta, ogni quattro anni, c'è qualche sfiga imperturbabile che mi dice: Ancora tu? Ma non volevi ci vedessimo più? E come stai? Domanda inutile...
Quest'anno, come in ogni bisesto, le sfighe si stanno concentrando dure e pure tutt'assieme senza pietà.
Ora, io so che scenderò giù in cortile a pigliare la macchina e questa non si metterà in moto. Oppure mi scoppierà una ruota e finirò contro un palo. O anche mi taglierò un dito al lavoro. Durante la pausa non riuscirò a dormire perché mi telefonerà mia madre. Di certo oggi pomeriggio inciamperò e mi prenderò una storta a una caviglia. A cena mangerò roba avariata senza accorgermene. Infine, stasera, salterà sky e mi sorbirò Sanremo. Ovviamente la linea adsl sarà andata a campi fioriti, mi dimenticherò di accendere lo scaldasonno così il letto sarà una ghiacciaia e mi addormenterò con un mal di testa epocale.
Non c'è via di fuga, anno bisesto anno funesto. Mavafanculo, và.
















