Caro papà,
Domani tu arrivi, qui, tra le ridenti montagne che fanno ciao e i cadaveri di donnine ignude gettate sui cigli di strade. Il prompruter è già in agitazione, perché ha sentito che rispondevo al tuo serve qualcosa?: office 2007, programmi per scoprire perché spesso ci mette 15 minuti ad avviarsi, un candelotto di dinamite.
Stiamo invecchiando, papà: tu stai per entrare nella fase cataratta, io nella fase più giovani di almeno dieci anni o non se ne fa nulla. Probabilmente un giorno non ci sarà più chi mi distruggerà ulteriormente il prompruter, non riesco ad essere ai tuoi livelli. Ti prende malinconia, a saperlo, a realizzarlo, ti vengono in mente miliardi di cose mai dette, né confessate.
Tipo.
Quella puzza strana di letame il giorno che facemmo 13 ore di camminata sulle Alpi partendo da Beaulard e tornando a Beaulard? Ecco.
Il tubo di scarico di nera a Briançon intasato di mozziconi e tampax? Esatto.
La spina staccata del frigo andando via da casa tua, tu che eri già partito per fare il velista a caso per un mese? Indovinato.
Il calippo alla cola mezzo sciolto che finì sui capelli della tua seconda ex moglie? Sempre amato la pallacanestro.
La musicassetta di De Gregori e gli ombretti cremosi sempre della seconda ex? Medesima sorte di Briançon.
Il vaso cinese dell'ingresso? Eh, oh, se mi regalate i pattini poi non vi lamentate.
Le rigate sulla macchina quel giorno che la lucidasti così bene bene bene? Cazzo, si scivolava da dio dal tettuccio al cofano.
























