[sodalicious: prossimamente sui migliori monitor]
Aver ingurgitato nell'ordine: aspirina; paracodeina; zerinol; aspirina; cardiocodeina; aspirina; brufen; aspirina; suppostone gigante di qualcosa; aspirina; tachipirina in sole 22 ore ed avere, NONOSTANTETUTTO, ancora 38 e mezzo 39 di febbre non mi fa sentire molto donna bionica. Credo sia piuttosto una questione di sfiga spaziale.
All'improvviso dalla finestra il sole è sparito e tutto è diventato grigio. L'asfalto s'è fatto sentire, con un odore di acqua misto a bitume mischiato a foglie. Poi, ha iniziato a piovere. Forte, rumoroso, le gocce han picchiato per terra e s'è alzato anche del vento. Io sono rimasta in casa, perché ieri mi hanno rubato la borsa, con dentro i miei documenti, le chiavi d'ingresso, la pochette con il blister del brufen tutto scalcinato e le pastiglie mescolate ai cerotti, a due rossetti vecchi e allo spazzolino da denti da viaggio.
Sono rimasta in casa ad ascoltare i tuoni perché non ho più i documenti e quindi non ci sono. Avevo il sospetto di non esserci già prima, anzi, da qualche giorno, quando ho capito che sono B. Sempre meglio che essere A., ma molto peggio che avere la C.
A. non sa di B., che sa di A., ma non sa di C., che sa di A. e B. e se fossi in lei mi preoccuperei di un'eventuale D. a conoscenza di A., B. e C.
Ieri mi hanno rubato la borsa, con dentro i documenti e qualche soldo; la prima cosa che ho fatto è stato chiamare in banca per bloccare le carte di credito, poi andare a far denuncia dai carabinieri. Il milite era giovane, anche molto carino, volendo, ma non mi guardava. Sarà stato più giovane di me di quindici anni, con sicuramente già organizzato il fine settimana al mare con ragazza e amici, tutti in auto anche sforando i limiti di velocità, ché se poi arriva la multa ci vuole poco a farsela levare. Nome, cognome, data di nascita, dove è successo, signora? È un carabiniere gentile e azzecca la sintassi, alla faccia delle barzellette sull'Arma. È un carabiniere giovane e gentile e io gli racconto, gli dico tutto, gli dico che camminavo per viale Piave ed era passato il tram, il nove, il rumore aveva coperto i passi che mi tallonavano e io ascoltavo il tram che sferragliava come un treno in miniatura, un treno senza dignità, operaio, senza prima classe e senza ritirata, sferragliava e mi si tallonava e poi mi si strattonava e la borsa se ne andava e io mi fermavo e mi dicevo, A., B. e ora C., quando arriverò alla Z. saprò fermarmi?
Ieri mi sono fermata e ho realizzato di aver subito uno scippo. Realizzato che non avevo più identità, soldi, pochette del trucco e chiavi di una casa chiusa con un gatto dentro ad aspettarmi per le coccole serali, una casa con me che attendo lo scorrere dell'alfabeto.
Dopo la denuncia sono andata da mia madre a recuperare la copia delle chiavi, ho telefonato al fabbro, sono tornata a casa. Mentre il fabbro sostituiva la serratura, giocavo col gatto e ogni tanto guardavo la denuncia. Al posto del mio nome c'era scritto B.
Learning with the Movies

Same as it ever was...same as it ever was...same as it ever was...
Same as it ever was...same as it ever was...same as it ever was...
Same as it ever was...same as it ever was...

Guardavo le pareti che delimitavano la stanza e mi sono chiesto se non ci fosse né un interno né un esterno per lo spirito dell’essere, né corpo né anima, nessun lato opposto ad un orientamento qualsiasi, le nostre topologie definite dal fatto che non possiamo mai aggirarle arrivando dall’altra parte, ma che sono sempre lì , entrambe dall’altra parte che la fissano confusamente, con nostalgia, con tanta apprensione e impazienza.
La considerazione della limitazione si potrebbe applicare al pensiero, normalmente si dice che il pensiero non ha limiti ma forse è il modo di pensare o cosa si pensa che è un limite. E se in una egomaniacale fitta razionale estrapolo dalla mia immagine di individuo il pensiero reale da quello onirico , forse il punto è che non c’è distinzione tra il mondo reale e ciò che per noi costituisce realtà nell’uso di questa cosa chiamata linguaggio. In fondo , ogni fantasia, desiderio, falsità e illusione esiste insieme al reale e al linguaggio e perciò sono tutti la stessa cosa e questo spiega perché il pensiero può essere una miscellanea di tutto questo.
Ma l’orizzonte per un miope è più vicino? Forse è più finito ? Domande che si contrappongono alla definizione di infinito e al chiedersi se il pensiero ha una direzione nello spazio. I pensieri verranno da Sud in direzione Nord o dall’alto verso il basso? molti hanno una direzione in senso orario o antiorario e sono quelli che non vanno da nessuna parte e sono nell’infinito.
Edward Said diceva:” Il riuscire a costruire la tautologia secondo cui si comincia sempre dall’inizio dipende dalla capacità della mente e del linguaggio di manifestarsi secondo il proprio opposto e perciò di muoversi dal presente al passato e viceversa, dalla complessità a una semplicità anteriore e viceversa o da un punto all’altro come in un cerchio.”
Questo potrebbe essere l’inizio di una storia che potrebbe non essere subito compresa.
Una storia si autodetermina e di conseguenza è concettualmente compiuta ma lo spazio narrativo non ha confini. Una storia è ciò che sussiste autonomamente, in modo autosufficiente e indipendentemente dalla forma, dalla logica e da qualsiasi qualità dello spazio narrativo che la contiene o la definisce. La concezione di personaggio, trama , tono, voce e tempo(storiemi) è contingente non della concezione ma ad una totale comprensione ed accettazione dello spazio narrativo e della storia. Nella storia, gli storiemi sono il tessuto connettivo, il legamenti e la cartilagine ma anche lo scheletro e la muscolatura dello spazio narrativo, la storia invece non dipende dagli storiemi.
Una storia è solo una storia.
Da atarumoroboscio.
Passo a Diderot, a Miles, a Flound, a Remo e alla Zia. Deve essere Rock. E 25 pezzi. Infatti io ho fatto casino.
Ataru: mavafanculovà, mi devi una nottata in bianco.
Ivà, senza te ne conoscerei di meno. Grazie di esserci.
In tivvù dicono che il rosso è pericolo, e passione.
Mentre il bianco è purezza, pulizia.
Ma in oriente il bianco è il colore della morte.
E il verde è il colore della speranza, ma anche della bile, la gelosia è un mostro dagli occhi verdi.
In tivvù parlano anche di giallo, e fan vedere come il bianco sia la somma dei colori e il nero ne sia l'assenza.
Il blu piace a tutti, ma il blues è triste.
Più triste del blu è il grigio, vecchiaia, ma è anche il colore del cervello.
Il viola porta sfiga, il rosa è tenerezza.
Io ho vissuto coi colori tanti anni. Tingevo le latte di vernice, per gli imbianchini. Tante facciate nel centro di Torino son state fatte da me, anni fa. Anni e anni fa. Anni e anni e anni.
Io sicuramente adesso ho sonno. Forse, tra poco andrò a dormire. Però forse son sicura di una cosa. Che io, forse, son libera, mentre penso di essere imprigionata. C'è chi è forse prigioniero, ma si vanta di essere libero. La differenza è forse che io faccio i colori. Lui sicuramente neanche li guarda, credendo di vederli.