Cristo! come eravamo ridicoli
io e il Nuvola mentre seguivamo
il furgone mortuario del Comune
…ti saresti divertita, cazzo!…
noi sulla circonvallazione
a cambiare la candela sporca
e la tua bara grigio topo gettata
nel cimitero di Prima Porta
…ti saresti divertita, cazzo! …
così come ti divertivi da sballo
a fare l’autostop sulla Colombo
per rubare una giornata alla disperazione
e sbatterla sulla spiaggia di Capocotta….
…io e te…confusi tra gli altri
che lanciavano la loro allegria
sugli asciugamani colorati della fantasia
…io e te…la sera nel vagone del treno…
ad assaporarci il sale sulle labbra,
a scandalizzare quelle facce
di cartapesta imbolsite dal sopore,
…io e te…ad inventare equilibrismi
sulla corda tesa del pudore ma…
con la mente già chiusi in quella stanza.
Che assurdità quel grattacielo
di morti murati dietro quei marmi
di fiori appassiti e nomi dimenticati.
Ti lasciammo tra i crisantemi gialli
rubati ad un disgraziato tuo vicino
e l’odore di cera e fiori marciti…
andammo via tirando calci ad una Pepsi
e cantando All along the watch tower…
cantavamo forte per non piangere, forse,
..io non ho pianto…ma,…
una volta tornato in quella stanza,
ho passato la notte alla finestra,
tutta la notte a guardare
il fumo leggero della Marlboro
che mi bruciava gli occhi
e lo scorrere lento dei vagoni.
(P. Welby, "All along the watch tower"
dalla raccolta -Natiche Sadiche-)

buonissimo, il kebab.
l'han fatto fuori, ordunque?
Perché è rimasto tutto a posto, niente è stato spostato, c'è solo un velo di polvere, piuttosto spesso che ad aspettare ancora un po' si alzerà e sarà sempre più giallo e polveroso.
Anche il sacco della spazzatura, dimenticato, si anima di vita propria, emette suoni strani, si agita, si anima, assieme al frigorifero vuoto, spento e con la porta aperta.
Da un mese prima di addormentarsi chiude gli occhi per rivivere lo stesso film aggiungendo nuovi fotogrammi. Dorme da un mese, cerca di dormire, non vuole addormentarsi per fare avanti e indietro col telecomando posizionato sul naso.
Ha anche dimenticato lo spazzolino da denti e si sente un po' assonnato.
Andrà a buttare la spazzatura, soffierà sulla polvere e schiaccerà play.

schiaccia play
Partiamo innanzi tutto dalla fine: un raffreddore di portata biblica, la ricarica del cellulare a zero, i jeans che non riesco più a chiudere.
Anche il naso che si spelacchia, una no stop in piedi di trentasei ore il dì della partenza, diciotto giorni senza connessione internet, le valige ancora aperte e sparpagliate ovunque in soggiorno, un aver dormito ininterrottamente dalle sedici di ieri alle sei di stamattina.
L'altro ieri a quest'ora s'approntava l'ora della salsa-merengue-bachata-chachacha di fronte alla piscina. Siccome ho fatto le vacanze in un gerontocomio (su milletrecento ospiti eravamo in diciotto con meno di cinquant'anni) potrete immaginare la gioia degli animatori a dire un-du-tri-quat in uno sfavillìo di femori scomposti, cateteri volanti, dentiere nel Costa Crociere Drink Of The Day.
Adesso, complice il fuso orario, è notte, fa un freddo becco, ci sono decorazioni natalizie ovunque e in tv ieri sera ho visto il cartoon di Minnie e Topolino che combattevano i cattivi del mondo per comprarsi il regalo a vicenda.
Porca troia, è Natale, Germ! - ho detto io all'orsetto dittatore.
Auguri, Mami! - mi ha risposto lui con un cosciotto di renna in bocca.
Non riesco a raccontarvi bene cosa s'è visto, ho fatto: sono tutte immagini fotografiche, flash che appena vissuti si son spenti.
Ho messo i piedi a mollo nell'oceano indiano, all'ombra dell'hotel a forma di vela: un'ondata m'ha inzuppato i pantaloni e son andata in giro col culo bagnato. Oppure in Yemen i bambini ti chiedevano le penne per scrivere i compiti.
In Oman pare di stare in una sala operatoria, a Dubai tutto è finto al limite del ridicolo, in Giordania ho visto da lontano le luci di Heilat e Israele. Petra è oltre i documentari. Luxor anche. I paesini di montagna yemeniti son piccoli presepi che affogano in realtà nel percolato, nelle fognature a cielo aperto e il lerciume più inimagginabile.
Il Canale di Suez è indescrivibile. Oltre la bellezza, oltre il racconto.
Il Cairo è terrificante, l'Egitto in sè osceno. La povertà si misura in cumuli di spazzatura ovunque, le piramidi sono in mezzo a una distesa di lattine e bottiglie. La Sfinge piange su kleenex usati.
Adesso parto di nuovo, per festeggiare il Natale con Mami e Papi.
Non riesco a dire Buon Natale.
Al limite Un Tequila Sunrise.