rael:sono disperataaaaaaaaaaaaaa
aiuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuto
M.: dimmi, cara
rael: allora,ti spiego:
il pc grande fa le schermate blu. ad un certo punto inizia a fare
bip bip bip ed esplode
mi chiede dischetto boot che non ho allora panico e terrore, avevo sull'hd primario win2000
faccio partire con xp
e mi dico: affanculo, ci scriva sopra
e lo fa
ma NON scrive sopra bensì lo affianca ora sull'hd grande ho 2 sistemi
di cui xp che si inchioda e win 2000 che è senza il config syst allora mi dico:
FORMATTO!
M.: FORMATTO !
rael: vado in gestione dischi dall'hd piccolo
e non mi da l'opzione formattazione!
se lo fo partire con xp ora mi chiede l'attivazione, che prima non chiedeva
che faccio?
brucio il pc?
M.: xp è piratato e pertanto se non hai un codice buono ti chiede l'attivazione
rael: ma perché prima sì e ora no!
M.: perchè l'hai reinstallato
rael: ah ma perché non mi fa formattare, perché è di sistema?
M.: esatto dovresti reinstallare xp, e quando lui ti chiede la partizione dove installare, c'è un'opzione tipo F3 che ti permette di ranzare il disco (qualcosa come elimina partizione)
rael: esatto ma ora il mio guaio è recuperare la chiave
M.: è un xp professional ?
rael: sì sp2 ma al limite rimetto 2000 uffff. che palle che ne ho  e per colpa di un cazzo di simulatore di sottomarini della ubisoft 27 euro di gioco
M.: non credo sia colpa del simulatore
rael: costato già una ram da 512 perché non supportava la piccola e mandava in schermata blu ogni momento dici che è meglio che lo dia ad un tecnico, vero?
M.: (Battisti) mormori un oramai... come una preghierina
rael: è tutta colpa di papà tutta roba craccata tutte robe messe a pezzi a cazzo
è un pc pentium 4 non il pc dello shuttle rimetto win2000 pro e buonanotte al secchio eh. pane al pane vino ar vino
M.: mi viene in mente una su Totti...
Totti è a tutt'oggi perplesso di come i russi abbiano fatto fuori i ceceni nel teatro russo
"ma come ?!?"
"col gas ner vino ?!?"
rael: no.
ti prego.
no.
vado a mettere la testa nelle ventole dello chassis.

Siamo saliti sulla 131 del Biondo. Ero nervoso. L'ordine era di vestirci di scuro, io ho messo la tuta del lavoro. Ma eravamo nervosi e davamo la colpa al Nero che invece era coi pantaloni bianchi e una camicia a fiori azzurri. Alberto si è messo al volante e si è acceso una sigaretta. Alla seconda boccata ha detto solo:
      -Andiamo. Ora.

Dal finestrino ho iniziato ad intravedere l'edificio. La luna ci ha fatto il regalo di acquattarsi. Mi prudeva una spalla, mi sono grattato.
Alberto ha parcheggiato sotto un lampione spento, di fianco a un cassone della spazzatura. Si è acceso un'altra sigaretta, poche aspirate e poi ha aperto la portiera dicendo:
     -Andiamo. Adesso.

Io mi sono sistemato al cancello, avrei fatto da palo. Gli altri mi sono sfilati davanti mentre entravano scavalcando l'inferriata. Alberto aveva dei fili che gli uscivano dal portapane.
Non è passato molto tempo. Oppure sì, credo, passeggiavo. Nervoso.

Ho smesso di camminare al colpo. Era di pistola. Qualche istante ho sentito il botto. Poco dopo ho intravisto le fiamme nell'androne del liceo.
Come schegge ho visto i miei compagni passarmi davanti e correre alla macchina.
Per ultimo Alberto. Aveva in bocca una sigaretta accesa: me l'ha passata e mi ha sussurrato:
     -Andiamo, Mario.

Su Soda nuove cose, nuovi pezzi pubblicati ed inaugurata la sezione Recensioni.

Ditelo ai vostri Sodali!

www.rael-is-real.org/soda

ed ora, poiché Giambino ha il mitico dialer NetVision Carima foriero di lontani ricordi raelini, col cazzo che vado a commentare da lui ed inauguro la categoria "copiaincolla dai Preferiti di Splinder".
Copio là e incollo qua.

1) giambojet ha commentato sul blog giambojet ...

ma quale dialer!
La solita comunista conta bballe.

Avrei anche fatto finta di nulla, ma la situazione ormai era degenerata.
Ho guidato come un coglione per diverse ore, senza meta, una sola sosta verso le due all’autogrill per fare il pieno di benzina, mangiare un panino e bere dell’acqua tonica. Con fetta di limone. E il panino era un Icaro, che mi ha lasciato pezzi di rucola tra il molare e il premolare e fare i successivi venti chilometri cercando di scalzare l’erba con la punta della lingua, per solo avere una maggiore salivazione e un senso amarognolo di stiramento ai muscoli della bocca.
Dicevo, ascolta, ti assicuro che avrei voluto far finta di nulla, essere indifferente, essere superiore, andare oltre queste cose, ma non ce l’ho fatta e allora son salito sulla volvo, ho messo in moto e ho raggiunto l’autostrada e ho inserito il pilota automatico: non pensavo, non parlavo, non ascoltavo, niente, il vuoto, il ronzio della 480 e basta, mi sono riscosso solo quando la spia della benzina è diventata arancio.
L’avrei picchiata, ma non posso, è contro i miei principi, è oltre la mia visione della vita di coppia, io non sono violento, io leggo cose zen e positivistiche, io applico il feng shui in casa, io sono vegetariano, io non bestemmio, io non pratico il sesso in modo eccessivo, io sono positivo, io sono pulito, io sono impotente mi ha dato dell’impotente quella brutta troia quella stronza schifosa, quando le ho detto sorridendo che volevo solo esplorare la sua mente e non scoparci lei è scoppiata a ridere dicendomi vaffanculo vecchio impotente e allora ho preso il rastrellino del giardinetto portatile zen e glielo ho cacciato a forza in bocca e sono uscito perché chissà cosa avrei potuto dirle ed eccomi qui da te a sfogarmi, sei il mio migliore amico, hai avuto pazienza ad ascoltarmi a sopportarmi avresti per caso uno stuzzicadenti per levare sta porcamadonna di rucola dai denti?
Grazie.


Rido.
Io che mi lancio senza paura in discussioni rasenti il qualunquismo con Giambino.
Io che vanto nei "Blocca Questo Utente" nientemeno che Absinthlacasinista.
Io che da eoni chiedo chi cazzo sia Selvaggia Lucarelli.
Io che mangio un panino con la marmellata alle ciliege e ci spalmo pure il burro, sul pane.
Rido.
Io che non temo i prossimi sei mesi di lavoro indefesso.
Io che non ho più paura a dire ti voglio bene a chi sai che magari domani potrebbe non esserci più.
Rido.
Io che non ci ho paura di niente, no no.
Rido.
Io ho paura a premere "print", a stampare venticinque pagine, a imbustarle, a scrivere un indirizzo e andare in posta.
Cazzo vi ridete voi.
Io ci ho paura.

Mamma e papà si son separati che io avevo due anni e la settimana la passavo con la mia mamma e un fine settimana sì e uno no lo passavo con il mio papà e mia mamma aveva un compagno che per conquistarmi mi regalava i libri giganti della Disney  mentre il mio papà si era messo con una brutta stronza e allora volevo più bene alla mia mamma poi alle medie la mia mamma non mi faceva mai uscire di casa per andare dalle mie compagne di scuola mentre il mio papà mi sbatteva sempre fuori di casa perché stessi con le mie amiche e allora volevo più bene al mio papà poi verso i tredici anni la mia mamma era senza soldi e mi diceva che era colpa di mio papà e allora volevo più bene alla mia mamma e siccome i soldi non c'erano neanche per pagare l'avvocato divorzista allora la mia mamma mi fece dire al giudice che io non volevo più vedere il mio papà e io sinceramente non ricordo tutto ricordo che mio papà piangeva ma non ricordo lo psicologo e tutte le cose attorno non me lo ricordo però la mia mamma mi diceva che mio papà aveva voluto rinunciare a me e allora volevo più bene alla mia mamma e quel pomeriggio dopo l'udienza tornammo a casa e la mia mamma andò a lavorare lasciandomi da sola come tutti i giorni, che io rimanevo sola con la televisione e a fare i compiti e a sognare che antonio cabrini si innamorava di me ma anche michel platinì si innamorava di me e litigavano e per conquistarmi allora facevano una partita a calcio a due che chi vinceva aveva il mio amore eterno e mentre si facevano goals a raffica arrivava peter gabriel e mi portava via fregando sia platinì che cabrini, e allora volevo più bene al mio papà e presi un coltello e tagliai i miei polsi come fanno nei film ma la vicina che aveva le chiavi di casa venne a trovarmi per sapere come stavo e successe un casino più che altro perché poi il divano era da buttare e mi son sempre chiesta ma com'è che i soldi per l'avvocato non c'erano e invece per il divano sì?

 

Domenica mattina Enrica si sveglia alle cinque del mattino.
Non le capitava da molto tempo.
Aperto un occhio, sbirciato con fastidio la luce entrare dalla finestra con gli scuri rimasti aperti, nasconde la testa sotto le coperte che odorano di sudore notturno.
All'improvviso ha sentito una scarica elettrica tenderle nervi e muscoli delle gambe, la schiena si è irrigidita.
Senza ragionare le sue mani hanno iniziato a premere contro il tessuto degli slip. La mente ha fatto scorrere in carrellata scene assemblate da alcune vhs trovate da ragazzina nella credenza del soggiorno, dove sua madre teneva i piatti e i bicchieri buoni. Un pomeriggio accidioso Enrica aveva aperto le ante e fissato per un buon cinque minuti le porcellane biancastre e annusato l'odore di legno chiuso. In un angolo una busta di plastica aveva tirato per la coda il suo occhio. Nel sacchetto c'erano tre video cassette. Una volta messe nel videoregistratore il problema era stato ricordarsi a che punto riavvolgerle per non far scoprire che erano state guardate.
Il montaggio delle scene preferite da oltre vent'anni si conclude con la testa che si inarca e il cavallo dei pantaloni del pigiama umido.
Enrica si rannicchia e si riaddormenta.

 

Verbo. 1ª tr. (Ind. pres. èdito), pubblicare, detto di un editore: è verbo bruttissimo e quasi ignorato nell'uso, spec. nei tempi composti; si preferiscono verbi sinonimi o frasi del tipo "dare alle stampe" oppure l'agg. "edito", accompagnato dal verbo "essere" o "avere".

P.s.: hai letto, rael? quindi, la prossima volta che mi dici, sto editando, per favore, se possibile, trova un verbo meno bruttissimo. Grazie.

"La sua busta, signora".
Anzi, La Sua Busta, Signora: detto con gentilezza, con umiltà, con consapevolezza che il mio acquisto contribuisce al tuo stipendio.
Non darmi del tu quando entro nel negozio.

[kwatz!]Poggiare il piede su una mattonella anziché su quell'altra potrebbe scalfire i delicati equilibri del sistema[kwatz!]

Mi fa incazzare che ste ragazzine mi diano del tu. Ciao. Hey. Ehi. Ohu.

[kwatz!]
[kwatz!]

Ci conosciamo, forse?

[kwatz!]Sono chiusa nell'ovulo. Attendo.[kwatz!]

Abbiamo mangiato assieme?
Ti butto la carta di credito sul bancone con sufficienza, ti do del lei.

[kwatz!]Cianuro. Aspetto. Vorrei arrivasse subito.[kwatz!]

Ragazzina. Con la pancia di fuori. Stupida.

[kwatz!]E se arrivasse subito vorrei avere ancora eoni di tempo davanti.[kwatz!]

Esco dal negozio con la busta. Tre splendide confezioni di collant, tre per due, due collant per confezione.

[kwatz!]