Siamo in auto, distolgo l'attenzione da lui per guidare. Siamo in autostrada. Viaggio con una media dei centotrenta chilomeri orari, ogni tanto mi ricordo che se scoppiasse una ruota, o un animale si facesse arrotare, o un qualunque altro evento imprevidibilmente accadibile, esploderemmo per aria in una pioggia di lamiere e vetri. Ma intanto guido, sento le variazioni del terreno, sento il gasolio vaporizzarsi, sento lui parlare, bla bla bla., gli sorrido, rispondo, bla bla bla, uno sguardo e scoppiamo a ridere e in un istante il cartello della nostra uscita ci scompare alle spalle. Proseguo. Ci attende una serata a casa di amici, nella loro casa di campagna. Sul sedile posteriore il pacco dei salatini, da far intiepidire leggermente, nella borsa termica le bottiglie di vino.
Usciamo.
Casello, pago sporgendomi dal finestrino, troviamo subito la strada giusta senza impazzire troppo tra mappe e richieste ai passanti.
Arriviamo alla casa: è una vecchia cascina, carina, con le persiane dipinte di verde.
Gli amici ci subissano di abbracci, di baci, si apropriano dei salatini e del vino, ma non dovevi, venite a vedere la casa, avete faticato a trovare la strada, come siamo contenti, entrate.
Entriamo.
















Son cazzi tuoi, così impari a fare l'alternativo.

