Basta essere leggeri e non fare caso alle lettere che danzano contro il parabrezza dell’auto mentre osservi la signora che cammina con la schiena leggermente ricurva e una spalla più inclinata dell’altra perché porta una borsa della spesa ricolma, quando il ragazzo sul motorino gira lo sguardo intorno a se e la perfezione del suo viso tagliato dal casco e dagli occhiali da sole, ecco, solo naso e bocca e mento, perfetti, si riflette nello specchietto retrovisore, o quando mi dici sono tornato ieri e il sole si intrufola tra il fogliame degli alberi sul lungolago e di scatto sollevi gli zigomi e appoggi le mandibole sul vassoio di luce per iniziare a scivolare.
Se sarai stato abbastanza leggero potrai prendere la mia mano destra, chiuderla nel tuo pugno lasciando libero solo l’indice, lo umetterai passandotelo sulla lingua e mi guiderai a girare le pagine dei libri che mi farai leggere. Sorriderai anticipando i miei sguardi pieni di esplorazione e ti sentirai orgoglioso delle immagini che già cominciano a scorrermi nella testa.
Sei stato abbastanza leggero da comprendere quando esserci e quando no: obliteri il biglietto per entrare nella metropolitana di Milano e non fai troppo caso al cellulare che rapidamente perde il campo di ricezione.













