Basta essere leggeri e non fare caso alle lettere che danzano contro il parabrezza dell’auto mentre osservi la signora che cammina con la schiena leggermente ricurva e una spalla più inclinata dell’altra perché porta una borsa della spesa ricolma, quando il ragazzo sul motorino gira lo sguardo intorno a se e la perfezione del suo viso tagliato dal casco e dagli occhiali da sole, ecco, solo naso e bocca e mento, perfetti, si riflette nello specchietto retrovisore, o quando mi dici sono tornato ieri e il sole si intrufola tra il fogliame degli alberi sul lungolago e di scatto sollevi gli zigomi e appoggi le mandibole sul vassoio di luce per iniziare a scivolare.

Se sarai stato abbastanza leggero potrai prendere la mia mano destra, chiuderla nel tuo pugno lasciando libero solo l’indice, lo umetterai passandotelo sulla lingua e mi guiderai a girare le pagine dei libri che mi farai leggere. Sorriderai anticipando i miei sguardi pieni di esplorazione e ti sentirai orgoglioso delle immagini che già cominciano a scorrermi nella testa.

Sei stato abbastanza leggero da comprendere quando esserci e quando no: obliteri il biglietto per entrare nella metropolitana di Milano e non fai troppo caso al cellulare che rapidamente perde il campo di ricezione.

In bilico sulle punte per prendere il barattolo di farina sull’ultimo ripiano dell’armadietto nella cucina laccata di blu fatta costruire su misura con le ante e gli elettrodomestici incassati nei muretti tirati su quasi a secco con un leggero strato di malta e intonacati di bianco che graffia leggero le gambe se ti ci strusci contro inavvertitamente sento i muscoli tendersi nello spasmo del piede che si allunga assieme al polpaccio verso la coscia che si indurisce nel gluteo che si solleva per la schiena che si inarca all’indietro e sorregge il collo diagonale prendo, dicevo, tento di prendere il barattolo di farina e già assaporo la compattezza della velatura sottile ed impalpabile della polvere tra le dita.

Cade il barattolo in una giravolta che lascia sollevarsi il coperchio, la farina si sparge ovunque e rido, inizio a ridere.