una sacca di resistenza...pronta a denunciare il disagio, l'ingiustizia, il valore della marginalità come possibilità d'essere "altro" rispetto alla cultura dominante...(E.Pea)

Log 10 - Will the Violins be Playing

30 Aprile 2005

 

Adoro la canzone e adoro il titolo. E' il tipo di titolo a cui avrei voluto pensare io e che di solito finisco per usare come titolo-citazione di qualcosa. Ha qualcosa di molto tragico e molto sincero. Avrei voluto usarlo, per qualche ragione, all'inizio di un capitolo di un romanzo, tradotto in Italiano, ma la traduzione esatta ha qualcosa di tremendamente goffo, quindi non ne ho mai fatto nulla. Post-punk crepuscolare con violini. La band si chiama Last Days of April. Il video fu passato in tv, per quanto ne so, una volta sola. E' un viaggio all'Inferno fatto con ritagli di giornale. Ci sono delle boyband che bruciano tra fiamme altissime. Quando lo vidi cercai il cd della band ma non lo trovai. Nessuno sapeva di cosa parlavo. Lo cercai anche in un mio viaggio a Parigi qualche anno dopo sperando nella madre di tutti i Virgin Megastore - disco esaurito, nessuna speranza.

Ieri ho suggerito a Rael di andare a cercarlo in Internet - sapevo che le sarebbe piaciuto. Subito dopo mi rendo conto in sequenza: che non avevo mai pensato di cercare i Last Days su Internet; che - incredibile sorpresa - hanno un sito e l'mp3 della canzone è scaricabile dalla sezione media, probabilmente da anni; che in effetti questi sono gli ultimi giorni di Aprile. Sembra il finale di un film. La canzone è attualmente la colonna sonora del blog di Rael. Il video è ancora introvabile.

 

© Copyright 2003 - 2005 Riccardo Raccis, Firenze. Tutti i diritti riservati

Sir Gull supports Raccis World

Ho sempre creduto che un cataclisma sia un' ottima cosa. Mi vedo sulla cima di una collina, in abiti di fustagno, un grembiale bianco sulla gonna di gramaglie, mentre la tempesta spazza vita ovunque. Ovviamente a me scarmiglia i capelli in riccioli soffusi.
Non riesco a scrivere se non ho musica in movimento. Non riesco a scrivere se non sono appollaiata come un gufo sulla sedia ergonomica.
Non riesco a leggere se non sono aggrovigliata sul divano. Non riesco a mangiare se

Piovve fittamente la notte, riempiendo le falde acquifere ovunque
E gli insetti si rifugiarono sotto le automobili per ripararsi

Fisso il frigorifero e parlo con i foglietti fissati con magneti, mi risponde un gatto che chiede di aprire la porta ermetica per fare razzie, il miagolio mi scuote

E gli alberi fecero rumore con i rami
E l' acqua sporcò ovunque

Squilla il telefono e rispondo

"Piove, che tempo fa da te?"

 

 

Marie si sedette sui gradini della scalinata con in grembo una vaschetta da 785 gr. di lasagne al pesto riscaldate nel microonde del bar.
L' estate profumava di mare e salsedine ma lei sapeva che era solo un' illusione olfattiva perché in realtà il lago non era  che un grumo di alghe subito dopo la battigia.
La signora inglese teneva una mano sul suo cappello di paglia appena comperato nel negozio che mostrava giganteschi pinocchi di legno laccato che la fissavano attoniti mentre chiedeva dove fosse la stazione dei treni.
Ricevette dalla negoziante sgarbata in risposta che c'era solo il servizio di traghetti: Marie la osservò dirigersi con in mano il biglietto di sola andata verso il pontile accarezzando un ciottolo rubato dalla scalinata. Terminò le sue lasagne con un vago senso di nausea, ripromettendosi di non mangiare nei due giorni seguenti.

Il traghetto partì e nel centro esatto della distesa di acqua si fermò per un' improvvisa nebbia.
Diradatasi questa, continuò la sua falcata verso la riva opposta.
Gli inservienti raccattarono il biglietto poggiato sul parapetto, trattenuto da un sasso levigato.

La Lepre Gigante

 

E’ stata avvistata, a quanto sembra, l’autunno scorso, nell’alto Alpago, provincia di Belluno. Non erano tanto le dimensioni a suscitare meraviglia, perché l’animale non supererebbe, stimato a vista, il metro e mezzo di lunghezza, quanto la capacità di assumere la posizione eretta, poggiato sulle zampe posteriori; e soprattutto il fatto che il leprone imbracciava un minuscolo schioppo a due canne. Tre soli cacciatori, del resto assai attendibili, hanno incontrato la bestiaccia e, sbalorditi, non si sono azzardati a spararle; né onestamente gli si può dare torto. Ma grandi sono stati lo scandalo e la indignazione negli ambienti venatori, i quali giudicano sleale, anzi delittuoso, l’atteggiamento così minacciosamente contestatorio assunto dalla lepre gigante. Ché, se l’esempio si diffondesse, e anche le marmotte, i conigli selvatici, le volpi, i ricci, i ghiri, le pernici, le quaglie e gli altri volatili stanziali o di passo, si mettessero a girare armati, sia pure a solo scopo di legittima difesa, il mondo si troverebbe sovvertito, e dove finirebbe la sovranità dell’uomo?

 

-Le Notti Difficili- Dino Buzzati

giovedì, 28 aprile 2005 /
 

IeRi,a DeTTa Di TuTTi,aL CaMPo,SeMbRaVo 1Pò eSaURiTa O.O Ma Noooooo!!! :D
x aMMaZZaRe iL TeMPo Mi So MeSSa aNKe a GioCaRe a PaLLaVoLo,CaNTaTo,TeLeFoNaTo.. O.o
iL BeLLo xò E' VeNuTo aLLa FiNe DeLLa PaRTiTa..
NoN SaPeVo Se aVeRe PaURa o eSSeRe FeLiCe!
iN qUeL MoMeNTo NoN CaPiVo..e DeVo DiRe Ke 6 1 aTToRe PeRFeTTo e kTb!!!
"La PuNTaTa Di BeAuTiFuL è FiNiTa"..e kTm!
T VuLeV aCCiReR!
..Ke PoI iN TuTTo qUeSTo..NoN VoRReI Ke è SuCCeSSo SuL SeRiO.. :\
..NoN PeNSo C'eRa BiSoGNo..SaI BeNe CoSa PeNSo.. ;)



http://www.biodiesel.org

http://www.biofox.com

Da copiare, incollare. Grazie a www.ubiquo.splinder.com . Sappiate che la Margarina Maya non va bene.

Forse questo è fuori tema ma anche questo è indice di quanto la nostra società è sporca:
Prima di fare questo discorso occorre una piccola premessa. Quanto sto per dire danneggia gravemente il ministero delle finanze, inoltre è considerato "truffa" dallo stato. Se deciderete di mettere in atto quanto
NON vi consiglio affatto di fare, quindi, sarete perseguibili e io ovviamente NON vi consiglio di farlo. VI spiego semplicemente e nel dettaglio cosa NON fare.

 

La premessa criminosa è la seguente: quando i motori diesel vennero ideati, non esisteva ancora il carburante che oggi noi definiamo "diesel". Non esisteva perchè non esistendo i motori diesel, nessuno (escluso il buon Diesel) si era mai chiesto con cosa farli camminare.

Quindi, i primi motori diesel furono concepiti avendo come combustibile degli olii vegetali, come l'olio di semi, l'olio di soia, l'olio di girasole, l'olio di semi vari, e così via. Si, proprio così, quelli che usate in casa per friggere.

La domanda è: e i motori di oggi? La risposta è : idem. La stragrande maggioranza dei motori diesel (credo potreste avere dei problemi con quelli turbo-compressi) è capace di bruciare uno qualsiasi degli olii che si usano in cucina, con l'eccezione dell'olio di oliva (dovreste prima surriscaldarlo, aspettare che decanti il residuo, e poi ossidare alcune sostanze facendoci gorgogliare dell'aria mentre bolle.
Far passare dell'ossigeno dentro un combustibile liquido che bolle non e' mai saggio, quindi non lo fate se non vi chiamate Enichem di cognome.
Per di più il numero di esano è alto, quindi il botto lo sentirebbero molto lontano).

Comunque, la notizia che il Resto del Carlino dava oggi è la seguente. La gente, a quanto sembra , sta iniziando a scoprire l'olio di colza. L'olio di colza è un oliaccio di merda che le industrie usano per
friggere su larga scala, e ha due vantaggi: il primo è che rovina il fegato molto lentamente , il secondo è che costa poco. Costa poco nel senso che all'ingrosso e nei discount il suo prezzo oscilla
tra il 0.45 e i 0.65 euro/litro.

E quindi il Carlino dice che molta gente, "complice il tam tam su internet" inizia a prendere d'assalto i discount per comprare questo olio. Dopodichè lo si ficca nel motore.

Problemi tecnici? L'unico problema tecnico è che l'olio vegetale è leggermente più denso degli altri, e quindi potrebbe dare dei problemi all'accensione. L'ideale sarebbe partire con il diesel petrolifero, e poi
iniziare con l'olio di semi vari, o l'olio di colza. Questo significa che la cosa migliore da fare è testare sul vostro motore quale sia la percentuale massima di olio vegetale che potrete usare. Prima ne aggiungete
il 10% e vedete come va, poi il 20% e vedete come va, poi il 40% e vedete come va, eccetera.

LA cosa che dovrete verificare è come si comporta in accensione. I vecchi motori diesel, quelli non common-rail, quelli con le candelette di preriscaldamento per intenderci, NON hanno alcun problema e ci potrete cacciare dentro quanto olio vegetale volete. Quelli common rail invece vanno verificati come dicevo prima, aggiungendo lentamente percentuali sempre più alte di olio vegetale.

Non sarebbe stranissimo se riusciste anche voi, come la maggior parte, ad aggirarvi sul 75% - 80%. L'olio di semi, l'olio di colza, possono costare anche 0.45-0.50 al litro. Il diesel...

Tutto qui, direte voi?
No, non è tutto qui. Perchè lo stato considera questa cosa una truffa, cioè un reato. Se voi, cioè, comprate legalmente un litro di olio di colza e anzichè friggerci i calamari lo infilate nel serbatoio
del vostro diesel per lo stato state compiendo un reato che è truffa, perchè state evadendo la tassa che c'è sui carburanti.

Non importa il fatto che l'automobile sia VOSTRA e anche l'olio sia VOSTRO e quindi ci fate quel che volete. Lo Stato dice che nel momento in cui diventa carburante , qualsiasi cosa debba pagare delle accise.
Quindi nel momento in cui io sbatto, che so, il resto del carlino nella stufa, sto compiendo una truffa perchè il resto del carlino NON paga l'accisa sui carburanti ad uso domestico.

Allora, qual è il problema? Il problema è che il carlino vorrebbe dare la notizia, come la voglio dare io, mentre lo stato (che teme che la gente sappia come truffarlo) non vorrebbe. E così, i giornalisti sono minacciati
di denuncia, per istigazione a delinquere, qualora dicessero che tale operazione sia possibile, e che tale operazione sia vantaggiosa.

Quindi, mi adeguo.

Allora, con questa operazione il diesel lo pagate dai 0.45 ai 0.65 euro al litro. Siccome il diesel petrolifero, com’è noto, costa MENO di così, allora l'operazione è svantaggiosa.

Allo stesso modo, bruciare olio di colza inquina zero. Inquina zero perché siccome il bilancio chimico di una pianta è nullo, il CO2 che buttate nell'atmosfera è lo stesso che la pianta ha assorbito per crescere, e il
bilancio per il pianeta è nullo. Le misurazioni poi mostrano come il tasso di zolfo sia pressoché nullo, e le polveri sottili siano la metà del diesel petrolifero. Siccome inquinare è BELLO, allora ovviamente (in
ottemperanza alle leggi vigenti) devo dirvi che usare l'olio di colza è SBAGLIATO perchè rispetta l'ambiente, cosa che , come sappiamo tutti, non è giusto fare.

Come se non bastasse, l'olio di colza ha un numero di esano leggermente (il 3%) migliore rispetto al diesel petrolifero, ovvero il vostro motore non solo durerà di più, ma avrà una resa migliore e brucerà meno combustibile. E questo, come ci insegnano le vigenti leggi, è MALE, perchè dire il contrario sarebbe istigare alla truffa.

La stessa cosa vale per l'olio di canapa, che è ancora migliore rispetto ai precedenti due. Errata corrige: trattandosi di truffa contro lo stato, è ancora PEGGIORE. Sporca di meno, mentre noi tutti sappiamo che inquinare è BELLO, rende di più, e non c'è bisogno che vi elenchi le insidie del risparmio (pratica immonda e scellerata) e, come se non bastasse, è una sonora mazzata nei coglioni a Siniscalco, la persona in Italia le cui gonadi stanno più a cuore a tutti noi.

Guardatelo: i suoi occhioni profondi, quello sguardo languido e sensuale, l'espressione viva e intelligente: come pensate di dare un dispiacere ad un "piezz 'e’ core" del genere?

Quindi, vi esorto a NON piegarvi a queste diaboliche pratiche consistenti nel risparmiare (Vade retro, Satana!) soldi mettendo (coprite gli occhi alle vostre figlie) olio di colza nel serbatoio della vostra automobile diesel (che Siniscalco mi perdoni, l'ho detto!), risparmiando per di più di inquinare il pianeta (che come sappiamo invece necessita di dosi crescenti di inquinamento.

La colza danneggia gravemente Siniscalco. Aut min conc. Fate finta che ci sia anche un bel rettangolo color nero "annuncio funerario" attorno, come nelle sigarette.

Come mai dico questo? Dico questo non perchè sia una novità, ma perchè è una di quelle notizie che non si dovrebbero far circolare, e che sui giornali non trovano spazio. Motivo evidente: contate il numero di
pubblicità di aziende che fanno carburanti, e il numero di pubblicità di aziende che fanno olio vegetale, e scoprirete il perchè.

Siccome in USA c'è un dibattito sul potere dei blog, mi piacerebbe fare un test: vedere quanto si diffonde una notizia (sebbene già nota a molti) in barba alla censura industriale che vige sui giornali, e che usa il
ricatto "non faccio più pubblicità sul tuo giornale se non dici cosa voglio io".

Quindi, se vi va, e avete un blog, replicate o linkate questo articolo, o dite le stesse cose con parole vostre. Non so perchè, ma a me Siniscalco non fa tanto sesso.

In generale, comunque, oltre all'olio di colza e a quello di canapa che sono gli ideali, vanno bene anche l'olio di semi di girasole, quello di semi vari, quello di mais. L'unica discriminante è il costo al litro, il che esclude l'olio di oliva, oltre ai problemi legati alla densità.”


Ovviamente l' unico olio che potrete usare senza tema di ritorsioni è quello di ricino.

Non c’è problema, rispose guardando fuori della finestra.
Sono abituato a ben altro. Ho visto guerre, patito carestie, han bruciato i miei libri e fatto schegge dei miei dischi. I miei cani son diventati concime, i miei gatti prelibati conigli coi pinoli, serviti con un fresco pigato. Come potrai ben capire ho superato diversi stadi e forme di sofferenza, ciò che ora mi offri non è altro che una nuova prospettiva.
Infilò le mani nelle tasche della giacca e per un momento udì la voce di sua madre che lo sgridava per quel gesto che sformava pences e tagli classici. Alzò le spalle in una muta risposta di insofferenza e affondò ancora di più i pugni nella fodera di satin.
Ho un’ età in cui le azioni altrui possono al limite lasciare una sensazione: ma non incidono più nulla.

Ciò che hai fatto, ora, ha la stessa importanza del mio the mattutino, con infuso al gusto di bergamotto, una rigorosa goccia di latte per abbassare la temperatura e non bruciarmi la lingua, ché è una cosa che davvero, non sopporto. Ogni giorno faccio colazione così, con una decina di frollini inzuppati accoppiandoli, dacché non si sfaldino eccessivamente.

Ma può succedere che beva solo un caffè, o magari mi serva di un pantagruelico buffet in un silenzioso villaggio turistico in Sardegna, col vento che mi porta odore di cloro della piscina mentre viene pulita dagli inservienti.

Sei, in effetti, una leggera variazione dei miei programmi prestabiliti: mi fa piacere, rimango sorpreso della novità, ma subito dopo riprendo lo status di acquario con il mondo che ci nuota dentro.

Non era ciò che volevi sentirti rispondere, lo so.

Ma se avessi detto qualcosa di diverso dal mio silenzio avresti avuto il sospetto di aver commesso un errore nel confidarmi ciò che provi per me.

Perdonami.  

Anche io ti amo.

In questo momento, però, c’è una cosa che voglio chiederti: ho appena strappato la fodera della tasca destra della mia giacca, per caso sai cucire?

       

L' appartamento è enorme e si affaccia su una campagna stentata, come solo in Liguria può essere.
Si sente il verde crescere a stento, picchiare inutilmente la salsedine che brucia tutto. Dicono loro dal lontano 1980: vendete, oppure dividete ed affittate. Pochi comprendono la sublimazione di una sala da pranzo in stile savonarola utilizzata pochissime volte.
Il gioco migliore è prendere la rincorsa lungo l' ingresso di dimensioni enormi, correre verso la porta del bagno e fermarsi a pochi centimetri dallo sfondare il vetro lavorato. Dorme in una camera arredata con mobili antichissimi, i suoi trisnonni la assistono da ovali color seppia: lui così serio, lei così finta passiva.
Antica razza romagnola.
Il comodino nasconde dietro lo sportello cigolante un pacco di lettere legato con uno spago.
Chiede spiegazioni: lettere dal fronte, lettere dal campo di prigionia dalla Polonia; alcune sono indirizzate ad una donna dal nome diverso: la guerra portava a riversare amore su ologrammi, la foto rimanda ad una versione slava della sposa italiana. Un' enorme scatola di latta coi bordi arruginiti contiene le immagini della famiglia: nomi e luoghi mai visti, mai respirati, eppure dentro lo stomaco. Una pigna di giornalini aumenta sul trumeau col ripiano in marmo venato di grigio: odorano di muffa, di cantina. Si dice che Bonelli non avesse mai visto il West ma ne parlasse come se dormisse in tee-pee. Legge e rilegge e sfoglia e sente le rocce del canyon sgretolarsi sotto gli zoccoli non ferrati dei cavalli: la carovana passerà di lì a poco, rumorosa e caciara. Scenderemo pittati di guerra e scuoieremo gli uomini, rapiremo le donne e schiavizzeremo i bambini, berremo l' acqua di fuoco e faremo versi sguaiati distruggendo le supellettili. Siamo i cattivi, dicono.
Il bagagliaio dell' auto contiene tutti gli albi, collezione preziosa dal primo numero originale fino alla morte dello zio.
La vacanza continua nella campagna più a nord, dove l' erba cresce rigogliosa e spocchiosa. Non c'è il riscaldamento, ogni stanza dell' antica cascina ha una stufa a legna, in cucina un putagè degno di un ristorante in cui viene preparato il primo fuoco: incidentalmente l' albo conteneva una foto della sposa polacca.
Anche lei venne bruciata, ad Aushwitz.
Mio zio si sarebbe acceso una nazionale e avrebbe guardato lo scempio con uno sguardo carico di sciachetrà senza dire una parola.
Il fuoco ormai divora il viso di Aquila Della Notte.

Chi percorre la via che va lungo l' Adriatico - come spesso mi succede andando a trovar parenti e amici - quando si trovasse fra Marche e Romagna, fra Riccione e Cattolica, se pungesse vaghezza di uscire dall'autostrada e percorrere le vie minori si troverebbe in altri panorami.
 
Se avesse voglia di distinguere fra le mille e mille insegne di alberghi, spiaggie, discoteche e beoti luoghi di rincoglionimento collettivo, il viaggiatore trovrerebbe qualche cartello turistico che indica il castello di Gradara - quello di Paolo e Francesca - o che indicano la via per la Rocca di San Leo - quella del Cagliostro -fra panorami che sono quelli di Piero della Francesca e del Raffaello.
 
Troverebbe anche, il viaggiatore poco frettoloso, degli arruginiti cartelli bianchi con scritto "war cemetery".
Cimitero di guerra.
Ce n'è tanti: americani, inglesi, canadesi, polacchi, australiani, francesi, tedeschi, rumeni e altri ancora.
Non ci sono quelli italiani, ché i morti delle brigate partigiane che lì hanno combattuto sono stati seppelliti nei cimiteri civili dei paesi da cui quei ragazzi venivano: almeno a portar le ossa nella propria terra.
 
Si contano a migliaia le croci.
Dal settembre '44 all'aprile '45, da Pesaro a Massa Carrara, lungo la linea gotica fu guerra dura: gli alleati in 8 mesi non fecero più di 60 km verso nord.
Sotto il fronte le brigate partigiane avevano compiti di logistica, collegamento e scouting; sopra, di intelligence e sabotaggio. Al fronte c'era gente di tutto il mondo: dall'australia alla romania, dalla polonia al sud africa, tutti andati lì a far la guerra.
 
Se il viaggiatore riflessivo avrà voglia di fermarsi a passeggiare fra le croci tutte uguali, vedrà che erano tutti ragazzi di vent' anni o meno.
Giovinetti che per uno scherzo del destino non sono diventati adulti, non hanno espertio successo o insuccesso di vita, non paternità e nessun nipote.
 
In questi cimiteri l'erba è sempre un po' più alta del necessario e le reti e i cancelli sono troppo spesso arruginiti: questi ragazzi stanno sbiadendo dalla memoria, senza più genitori, senza mai figli.
 
Questo è il ricordo del mio 25 Aprile: esisto, vivo e sono così perchè grandi masse di ragazzi ci han lasciato la pelle inconsapevolmente. Per qualche briciola della mia libertà.
 
Buona giornata,
 
Carla