Ho letto "Blog Generation" di Giuseppe Granieri.
Il piacere di leggere un saggio e chiederti a ogni pagina cosa ci sarà nella successiva.
Curioso effetto specchio.
Se vi va...
Ho letto "Blog Generation" di Giuseppe Granieri.
Il piacere di leggere un saggio e chiederti a ogni pagina cosa ci sarà nella successiva.
Curioso effetto specchio.
Se vi va...
Scoperchiò il letto tirando con forza il piumone: sfoderare i cuscini, via lenzuola, un fazzoletto appallottolato pronto a cadere in terra. Salì in ginocchio sul materasso ad una piazza e mezza, si stese di traverso, prona.
Col seno, le spalle e la faccia riconosceva la propria forma; le gambe ed il bacino, invece, affondavano in pendenze non sue. Girò il viso verso la pediera e rimase ferma a guardare le venature del legno, la bocca leggermente aperta, un filo di saliva che tentava di bagnare il materasso. Raccolse le braccia sotto il petto piegando i gomiti, strinse le mani a pugno.
Attraverso l' armadio a muro sentiva i rumori in cucina: l' armadietto delle tazze aperto e poi richiuso, il bricco del caffè, frigorifero per prendere il pane dolce e la marmellata. Cassetto che scorre, coltello, cucchiaino. La zuccheriera dalla mensola, una sedia spostata.
Anne-Marie girò il viso verso la testiera e iniziò a creare televisori sul pannello di noce intagliato.
Una giovane sposa che si alzava ogni mattina all' alba, magari era bassa come lei e faceva fatica a salire sul pagliericcio. Oppure era malata di tisi e i suoi bacilli facevano ancora le corse lungo gli intagli.
Allungò un braccio ormai intorpidito verso il comodino e spense l' abat-jour nello stesso momento in cui Marco entrava in camera con il vassoio della colazione.
Lo sentì inciampare nella montagna di lenzuola e piumone ammassati in terra, sentì il caffè bagnare l' aria intorno a loro.
La porcellana che rimbalzava sulle piastrelle sigillò il momento.
Anne-Marie chiuse gli occhi e si addormentò, Marco tornò silenzioso in cucina a prendere una spugna e dello scottex.
affondare le dita nella sabbia per sentire piccolissimi ciottoli lungo i polpastrelli
una giornata di ozio sta per terminare con un mucchio di cose da fare
divano con un mucchio di cuscini come tavolino per il libro
Mi piace fare la doccia mettendo le mani a coppa sotto il getto per raccogliere l' acqua e aprirle per farla cadere all' improvviso.
uscire di casa e respirare a fondo aria nuova prima della paura che c'è fuori dalla porta
accendere il cd prima dell' amplificatore, mettere il volume intorno ai -26db e poi far partire la musica di botto
persone che camminano per strada, un particolare per innamorare, che vita c'è dietro espressioni o gesti?
Mi piace usare vecchi vestiti firmati come abiti di casa e mettere scarpe da ginnastica invece che pantofole.
stappare una bottiglia di vino, bere una red bull
Mi piace svegliarmi alle tre di notte sapendo che il resto del mondo dorme e guardare la luce notturna attraverso le finestre.
pelo morbido dei gatti naso umido del cane faccia stupida della macchina faldone di pubblicità dei supermercati che spunta dalla cassetta della posta
piove fortissimo aspettare i tuoni appena vedo i lampi
Mi piace pensare che spreco la mia vita.
Gente che sale. Un fiume di gente. Migliaia di persone.
Qualcuno mi sfiora con poca educazione, non chiede nè scusa nè altro.
Il vuoto, una scatola bianca dove sentire silenzio, la curvatura dell' orizzonte e basta, ovatta.
Migliaia di persone che salgono, esercito pronto a farmi adagiare sui gradini per smembrarmi con calma e metodo.
La signora mi ha cozzato contro, con malagrazia, ed ha spostato la mia mano contro la tua guancia.
Sai bene che sono pronta a fuggire in qualunque momento.
Uno scatto, ora, i tacchi iniziano ad incastrarsi tra le pietre levigate e mi guardi mentre chiudo gli occhi ed evito i corpi veloce, destra, sinistra, e corro.
Sai bene che posso farlo. Sorridi per non lasciarmi iniziare la corsa.
La signora spingendomi mi fa aprire gli occhi. Non sto scappando.
Alzo la testa e guardo le nuvole grige rubare cielo tra le case strette.
Mi accorgo che ora la gente scende, abbasso la mano dalla tua guancia.
Non ama dormire con il buio totale: le rimane addosso umida la sensazione che gli occhi vedano per sempre ciò che non esiste più.
Così gli scuri restano aperti, luce che ricorda.
Marco sa che la notte è il momento peggiore.
Ogni tanto si gira verso di lei e la sfiora per dirle che c'è lui a proteggerla.

quando tento di addormentarmi provo questa sensazione di scivolamento
con le gambe che scendono gradini
i tendini scattano furibondi
e
mani e piedi e collo si inarcano verso/contro un muro di lenzuola
in teoria so molto bene
che la mia posizione orrizzontale/fetale/rannicchiata/testa poggiata sul cuscino
impediscono agli assassini di tagliare
ma il gradino io lo scendo ugualmente
e casco oh, se casco
e la fronte vola giù verso il freddo
so bene di star dormendo
le pupille ruotano frenetiche
sto dormendo lo so
e quei maledetti tendini continuano nello spasmo
facciamo così:
io crollo poiché è necessario che io cada
tu poi raccoglimi
tch tch
dormi
E lo so.
E' tutto proporzionale.
La mia giornata sarà orrenda in base alla quantità di ciclisti che mi hanno rotto i coglioni nel tragitto fino al lavoro.
E oggi ho superato tanti tanti ciclisti
(così carini quando stanno in quattro tutti assieme paralleli a raccontarsi di quanto è bello pedalar lungo il lago)
Ero davanti alla porta e lei mi ha aperto. Sorrideva. Sorrideva sempre quando mi apriva la porta e mi accoglieva affettuosamente. Mi baciava. Io quando l'ho vista ci sono rimasto male. Ho capito subito che stavo sognando. Perchè lei è morta. Gli altri facevano finta di niente, come se tutto fosse normale. Allora io sono stato al gioco. Sono entrato, l'ho salutata e mi sono seduto al tavolo, aspettando il solito caffè. Abbiamo parlato un po' e poi non ricordo più...
Ricordo che eri una persona interessante e intelligente. Ricordo che di quella famiglia eri il perno fondamentale, il punto di riferimento per tutti. Ricordo quando mi accogliesti a casa tua come un figlio. Ricordo tante cose ma tu non ci sei più.
Non mi ricordo cosa ho sognato ieri notte.
Neanche la notte prima.
Ma son sicura di aver sognato.
Mi pare tappeti dopo il lavoro e Keats che prendeva vita .
Sicuramente io che mi addormentavo in terra cullata dalla sua voce.
Qualche gatto che passeggiava sul mio corpo scomposto.
Ora che ci penso non ricordo neanche cosa ho mangiato a cena, ieri.
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Però sono sicurissima che a quest' ora dovrei essere in auto.
dirodirodirodirodaddero diradodiraddòòòò
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