Ghiaccio. Freddo. Gelo. Neve. Acqua. Cristallizzazione.

Guarda qui, hai scritto 32 volte la parola freddo, 15 ghiaccio, 41 gelo.

eh.

Rientro infreddolita e sudata e la luce del frigorifero azzera i miei lineamenti, mentre la mia mano afferra il cibo più vicino.

Poi, ecco, sempre il cibo. E poi corri sempre.

Le gambe si induriscono, l' acido lattico inizia a fare di marmo i polpacci.

e allora?

Beh, amore, sei un po', ecco, monotematica.

Il pensiero ricorrente gira tra i due lobi esplodendo in una giostra temporale.

cazzo ci posso fare se sono una podista bulimica con l' ipotermia.

Affondare i denti nella tua carne chiudendo gli occhi e sentire il salato.

Ma amore! Prova a variare! Parla di sesso, se proprio ti piace raccontare di te!
Amore?
Amoruccio?
Perché mi prepari le valige?
 

Ho bisogno di silenzio.

Le divise......... L' origine della foggia di ogni abito elegante maschile deriva da quelle. L' eleganza in un uomo sta quindi proprio nella mancanza di originalità, o forse proprio nel riuscire a manifestarla pur all' interno di un contesto del tutto opposto. Un uomo elegante ed originale si pone delle difficoltà aggiuntive indice di una civetteria sicuramente maggiore di quella delle donne. Gli uomini in divisa ma divisa vera, come se indicasse un unico essere umano replicato in migliaia di esemplari che appaiono tutti identici, anzi, il cui punto d' arrivo è proprio l' essere identici tra loro e, nella vuotezza, al master immaginario da cui sono stati generati, ed esercitano un fascino indescrivibile sulle persone che tali divise non possono portare, persone che mancanti di una propria personalità cercano un senso da dare a se stessi, un significante per il significato ancora nullo che essi hanno. Lo cercano nell' omologazione al corpo mistico dell' Esercito, Marina, Aeronautica e tutte quelle belle uniformi miltaresche che possono venire in mente. Uniformi che rappresentano corpi mistici ai quali è difficile appartenere, e la cui principale attrattiva risiede proprio in questo. Le persone che non riescono ad indossare le divise agognate, spesso si rifugiano in divise di corpi mistici sfigati, tanto per averne. Questi personaggi sono i componenti di tutte le associazioni più cazzute e disparate che esistano: boy scout, club alpini, esercito della salvezza e sticazzi vari. Questi almeno però hanno la dignità di esser consci del loro esere divise inferiori, non di certo all' altezza del maschio ideale guerresco da cui tutto discende. Si accontentano di ritrovare in un' uniforme, quel corpo che manca a loro come singoli, anche se corpicino.

Esiste però una terza categoria, sommamente esecrabile, di pezzi dello stesso puzzle infranto e ricomposto per la gioia dei più piccini, una categoria composta da quelle belle facce che rappresentano lo stato, o comunque l' autorità del collettivo, in àmbiti esclusi dall' uso della forza. Tra i vari esempi possibili, uno è il non plus ultra: il Controllore. Egli, uomo di poca statura intellettuale, di scarsa prestanza fisica, di solitamente mediocre presenza. Vive trincerato dietro ad un panciotto ufficializzato da qualche losanga-coccarda-comunal-rional-aziendale, sfoga tutto il suo represso impulso tipicamente beta maschile della sopraffazione del più debole e unendosi a mò di megaborg col celeste impero dello stato di Staminchia, commina multe pesantissime ai trasgressori viaggiatori a sbafo emulando il trattamento che i marinai riservavano ai clandestini a bordo e se potessero li annegherebbero e fanno la voce grossa ogni qualvolta presagiscono di poter esser vilipesi nella loro alta funzione, perché loro lì, proprio lì ed in quel momento rappresentano il corpo mistico dello stato e di Cristo. Ebbene io ora qui affermo senza timore di ricredermi in un qualche futuro di maggior bontà, l' odio assoluto per i controllori nazistelli falliti che fallocrati dal fallo ovviamente poco visibile, una qualunque strafigona modellizzante sul tipo della stangona germanofona frequentatrice di metropolitane milanesi, dico che mai e poi mai avrà comminata una multa ma al massimo potrà venir bonariamente e paternamente (pedofiliacamente) redarguita con la lingua virtualmente attaccata alle di lei clitoridee escrescenze intime e che invece un qualunque altro soggetto verrà a surrogare il punchball che alle giostre da piccolo gli ritornava sempre in faccia gettandolo a terra e che ora che lui ha trovato il colpo vincente e non aspetta altro che il momento in cui poterlo sperimentare su un inerme portafoglio di quattordicenne di Paderno Dugnano che ritiene la sottrazione di settemilalire al suo bilancio per il pagamento dei mezzi pubblici una spesa eccessiva, visto anche che consiste nel 40% dell' intero suo budget e che allora prova a non pagare, ma lì ci sono io!!! Controllore simile a Dio e ti sparo mezza gamba di multa a casa e magari anche due schiaffoni da tuo padre che così impari, non a non pagare, ma a tentare di prendere per il culo me, che rappresento lo stato di cui anche tu fai parte ma io sicuramente di più e indubbiamente meglio. Io ho la divisa e tu no, perciò paga e se parli (oh come spero che tu lo faccia) chiamo pure la polizia e poi sono cazzi tuoi...No però, la polizia quel deficiente non la chiama... Volete mettere poi il contrasto tra le scintillanti cuciture und finiture degli abiti indossati dalla Sbirreria con le sue maniche sgualcite di serie b? E' un paragone che non può sopportare e sicuramente non andrà a cercare, ma fa di tutto per fartelo credere e tremare. E poi la multa, quella non te la leva. Piuttosto la muerte.

E i controllori che ti lasciano andare? Dove me li metti? Non sono mica poi così pochi....Possibile che gli stronzi li abbia incrociati tutti tu? Quelli bravi sono pirla e quelli stronzi sono stronzi? Frena un attimo (con un sentito vaffanculo a tutti i rompipalle puristi della crusca e nemici de "l' attimino" e che vi divorino gli acari delle soffitte in cui tenete le vostre belle et vetuste e sante grammaticae. Acari che mangeranno le vostre ossa quando sarete morti anche e clinicamente)....Ma che pensate che siano, e che bravi e bravi... E poi perché tu bellimbusto in salsa cocktail tra postino e posticcio soldatino, non facendomi la multa mi devi guardare come il giudice guarda un condannato a cui ha concesso in appello la grazia con la redenzione in una mano e il bastone ammonitore a riposo ma pronto nell' altra? Ma chi cazzo sei? Tu godi a non farmi la multa perché sperimenti il potere di esser clemente come l' imperatore dei kolossal degli anni sessanta che roba più brutta si è vista con difficoltà, il quale alzava il pollice per il gladiatore che non meritava di morire e tutti oh!!!! Come è bravo e buono e magnanimo il controllore!!!! E tu con voce sicura ma bonaria e che ti prenda la malaria: "ragazzo, per questa volta passi, ma cerchiamo di farlo 'sto biglietto". Apoteosi fra canti di serafini e troni......Mi sputerei in faccia per quelle volte in cui senza biglietto, ho abbassato gli occhi in tono di supplica nei confronti del potere ed ho partecipato a quel bel quadretto che rendeva libidinosa la tua giornata legittimandoti alfiere del divin diritto e di più alte cause anche in quella divisa di merda che nessuno ti invidia e diomio miodio come ti duole. La prossima eventuale volta la multa me la devi fare, ed io prima la esigo e poi diligentemente, mi ci pulisco il culo.

 


Caro Michele, ho visto il tuo ultimo film. E non c'ho capito niente. Dopo 24 ore le uniche cose che ho capito sono: la mezza tetta di Barbora Bobulova, il pipino di Stefano Accorsi, il seno di Violante Placido, la fedeltà del cane Spina. Quello che dovrebbe essere (stato) il senso del film, no. In definitiva la palma del miglior interprete non posso che assegnarla a Spina.
Ovunque sei ( c***o che film, imho ).

All' improvviso si gira e con faccia da ramarro gli chiede: tu non hai fame? 
Marco rimane fermo una frazione e lei ne approfitta per correre allo stereo e cambiare la musica.

dovremmo pulire, fiori freschi, sistemare le lenzuola, raddrizzare il quadro dei gozzi ormaggiati, tu dovresti aprire il soave per lasciarlo respirare, dovremmo,

Marco la stringe cingendola da dietro ed inizia a muovere il bacino, seguendo il ritmo

dovremmo preparare tartine e salatini, e spolverare i bicchieri, e mettere salviette fragranti in bagno

Piega le ginocchia abbassandosi e risalendo, affondando la bocca nei suoi capelli e leccandole la nuca

cambiarci d' abito, toglierci jeans e tuta, sono agitata, sono agitata

Le mani sotto i seni, le dita nelle costole

agitata, agitata
danzo


Risucchio dello scarico dell'acqua. Ancora in canottiera, rimane ipnotizzata dal vortice: che mattinata stupida.

Il frigo apre la porta su una solitudine allenata. Spalma sul pane un pensiero di Grecia, mentre la neve disegna di pizzo gli alberi sottili. Ancora disordine, come se non ci fosse un controllo, come se la polvere avesse forza magrissima capace di generare disarmonia.

Pagare le bollette, chiedere al custode la copia delle chiavi del cancello, ripassa a mente zitta la lista da disattendere. Il pavimento freddissimo sotto le piante dei piedi induce una corsa nel letto, dove rimane a guardare il suo viso senza zigomi nello specchio con l'angolo rotto.

Dicevi che avrei aspettato. Era vero. Ecco la tua voce registrata. Mi stai ripetendo che non devo preoccuparmi. Che i fili si intrecciano solo per dare più ricchezza al decoro. Abbassi di nuovo la testa sul tuo fiume in piena, confezioni con inchiostro indelebile inimmaginabili argini, ali sempre più grandi. Uscirò. Per poterti incontrare.

Sarai imbacuccata e lucente sui tuoi lacci stretti attorno al polpaccio volitivo.

Hiding the tears in my eyes

 pa pa parararappa pararara

Boys    don't    cry

Don't let yourself be fooled. All's okay

Thank you for your cooperation

Now listen to Soulwax and DANCE

 

Indissolubilmente,
la mia anima nella tua,
il mio corpo nel tuo corpo,
la nostra fiamma brucia
all' unisono.
Perche' fosti la spada
e fosti la benda,
fosti il vento e fosti capanna,
fosti il sogno
e la realta' vera.
Sarai l' aguzzina
del mio folle amore,
io saro' il delirio
della tua pace.
Nulla resiste
all' oltraggio del tempo,
se non nel tuo grembo
di amore rapace.

L' era delle conversazioni è passata, come l' Era Glaciale, l' Età del Bronzo, quelle cose lì, insomma.
E' probabile che ci ritroveremo a comunicare a gesti, con leggeri sguardi, un goccio di noia ogni tanto.

Telepatia?
Empatia?

Non saprei. Magari semplicemente tramite tatto.

Ti sto toccando, cosa ti sto dicendo?

Che è ora di cena e c'è la panna cotta per dolce.

Stasera andiamo al cinema, amore, quel film che volevi vedere, sì?

Mongolfiere a forma di mucca, gelo in terra, mi appoggio ad un pino e cade un cumulo di neve che mi inchioda

Parole che girano, cicaleccio, noia, odio, attesa

La mia regina prega per me, indosso l' armatura e salgo sul baio
il ferro pesa e calo l' elmo

Sapore acre in bocca, acido di sciroppo per la tosse
Hai mani strane
assenti e rincagnate
Dovrei fare una doccia, lavarmi i capelli, è vero
Ti sbagli, non stringo nulla contro la pelle
E smettere di fumare, pensare ai giorni che verranno
Volevo dirti che non è nè oblio nè euforia
Ti ho posato la lista sul tavolino d' ebano
Non devi accartocciarti ai miei occhi
Ho molte cose a cui pensare e le sento sfuggire perché le rincorra
Volevo farlo lo stesso, la juta che ti veste graffia

Seta ed organza, fino a soffocare

La mia Regina reclina il capo in attesa che comincino le danze
Mi inchino prono alla sua sedia regale
Senza pudore la fisso e sfrontato le porgo la mano
La corte sommerge un sibilo di attesa per il gesto impudente
La mia Regina si alza e mi sorride
E si scatena pogando.