Nei paesi anglosassoni quando attraversi la strada devi guardare prima a destra, per vedere se arrivano macchine. Nei paesi anglosassoni ci sono i cimiteri abbandonati in mezzo alle citta'. Nei paesi anglosassoni i ragazzi hanno sempre un' aria di stropicciato. Nei paesi anglosassoni chiami i taxi con un cenno da distanze non accettabili. Nei paesi anglosassoni...... gli autobus sono rossi.

Onir l’alma

d’onta e

d’alacre onda

colmar il

gradale leteo

del tuo ricordo.

Vago tronfio tra

nembi piangenti

nell’astenia di

viridi lumi che

non conoscono

il tramonto

Muri, offrite rifugio alle sue scarpe. Occhi, vegliate sulle sue fughe. Pance di gatto, date ritmo al suo sonno. Lettere di abbecedario, ornatevi di fugure quotidiane. Non esercizio, stile. Nella piazza, ognuno porti la sua sedia, per fare accomodare l'impazienza. Al ritorno, sarà il cicaleccio a dire che il fornaio ha pane fresco.

mettono in dubbio la tua eta'
mettono in dubbio i tuoi intenti
mettono in dubbio i tuoi pensieri
lei lapida stoica
abbandoni la rubrica di donna letizia lasciandoli galleggiare nelle loro lacrime, i ragazzini
accendi il televisore e il susseguirsi di immagini ti lasciano indifferente
pensi che l' acqua sia impossibile da picchiare
ritorni a quando il grande fiume aveva scarnificato la tua terra
alle lacrime di quando avevi compreso che era il tuo paesaggio ad essere ucciso
in silenzio pensi a quanti animali che galleggiano in un prato pieno di margherite
esprimere questa frase ad alta voce attirerebbe le ire dei bei pensanti missionari
spegni col telecomando e vai a pulire la cassetta dei gatti

caducita'















Diario semplice

La prima onda anomala non è stata come immaginate voi e ha inghiottito i bambini con l'inganno, come un mostro divora i suoi figli. Non è stato un muro d'acqua con la schiuma e i riccioli e il rumore assordante di un treno. No. E'stato tutto più lento, morbido, ipnotico. Il mare prima è arretrato, poi si è alzato con lentezza, quasi maestosità, coprendo inesorabilmente l'orizzonte.

"E noi come fessi, siamo rimasti sulla riva a guardarlo, affascinati. Saremo stati almeno 500, stavamo facendo un rito buddhista mahaiana, che consiste nel liberare degli animali, pesci, tartarughe, molluschi. Stavamo rendendo la vita alla natura e la natura ci ha tolto la nostra". Lo racconta, con la drammatica semplicità dei sopravvissuti, Olinto Barletta, un fotografo che vive a Phuket da 12 anni e domenica mattina alle 10,30 era sulla spiaggia del Marriot Hotel, vicino all'aeroporto. "E mentre quel mostro d'acqua diventava più grande, il mare si ritirava, una bassa marea veloce che ha scoperto il fondo sabbioso e ha rivelato per un attimo tutte le sue meraviglie: pesci colorati, che boccheggiavano, conchiglie, stelle marine. Eravamo un po’ sconvolti, incuriositi. E’ durato alcuni minuti ed è stato a quel punto che i bambini, affascinati dal fondale improvvisamente libero, si sono messi a correre verso il mare, quasi ad inseguirlo, per raccogliere le conchiglie e i pesciolini”. Correvano verso la morte, ridendo. “Io non so perché non li ho seguiti, forse il mio cagnolino che abbaiava e non voleva entrare o mia moglie che mi ha tenuto per mano. Credo siano passati pochi secondi ma nel mio ricordo è stata un’eternità: l’onda si è alzata sempre di più e solo prima di inghiottirli ho visto i piccoli che si giravano con i volti terrorizzati e i loro genitori che urlavano”.

Il mare ha ricoperto tutto e tutti. “Qui da noi, i thai buddhisti pensano che la morte sia solo un passaggio per una nuova vita. Forse è per questo che l’ultima immagine che hanno fissato i miei occhi è stata un’anziana signora che non vedevo da tempo e che mi sorrideva. Mi sono voltato e lei non c’era più”. Ora Olinto piange. Dice. “Io sono soltanto un uomo fortunato”.

Ho lavato il pavimento. Ogni oggetto ha cambiato colore mimetizzato contro il tuo sogno notturno.

Hai apparecchiato il mio corpo con il tuo veleno. La pelle è smerigliata, tesa. Una pianta carnivora. Sul tavolo, fogli scarabocchiati, elenchi di attività, riproposte in sempre nuovi  ordini di priorità. So che tornerai a casa con qualcosa di imprevisto.

Ho sentito il tuo spasimo. Implosione lacerante. Sparsi, come fossero disposti dal caso sulle mattonelle grandi, i resti della macellazione. Reliquie. Pasto. Ricostruisco foto che vedo per la prima volta.

Hai aperto la porta. Un gatto che sgattaiola dietro gli altri gatti. Non avevi voglia di parlare. Babele di parole dislessiche. Ci cercavamo come pietre rotolate nell'ombra.

Gli uncini agganciano le pareti dello stomaco e cominciano a lacerare.
Non piu' analisi logica.
Non piu' consecutio temporum.
I succhi gastrici iniziano a fuoriuscire.
Corrosivi.

Il tavolo si allunga trasportando gli arti.
Non piu' complimenti.
Non piu' adulazioni.
Le falangi si tendono in uno spasmo.
Sudano.

Il coltello incide la pelle e la separa delicato dallo strato adiposo.
I muscoli vengono alla luce.
Il sangue odora di ferro mischiato all' urea.

La ragazza ha il viso gerosolimitano.
Premo l' indice contro il bulbo oculare destro.
Le due colonne sono diverse ma unico corpo.
Boaz e' anche un nome di persona.
I tendini del collo si strappano e si arricciano.

I timpani si rompono dal boato dell' esplosione.
Il falegname prepara un nuovo tavolo per il prossimo ospite da scarnificare.
















niente K, tvb, tvtb, nn, cmq, pdsjhgsckcwg
postare solo scritti destinati al Nobel per la Letteratura
usare il formato xs o xxs per il font
foto grandi al massimo 300 px
evitare il colore fucsia per i caratteri

non so perché ma mi sento molto absinthfree, in sto momento.

non sapete chi sia absinthfree?

beati voi.






urka, funziona! e allora bekkatevi il primo: ( e se son fuori tema o politically incorrect, beh, parliamone:-)

1- ci sono giornatacce e giornatucce, ma...

 

SOLO UNA GIORNATA DA PAPERINO!!!

 ...questa dovrebbe capitare SOLO una volta ogni 3-4 anni ( se vi capitano più spesso, urge consultare un Cacciatore di Sfiga- tale Lupo Alberto potrebbe andare - o andare in vacanza a Lourdes)

Cos'è una giornata da Paperino? E' quella che inizia maluccio, prosegue piano piano senza darti avvisaglie di quello che sta preparandoti per la serata...e poi SBAM! Ti massacra nel finale, fino a chè ti stende e...aspetti solo l'indomani.

Ieri  per me è stata una di quelle: beghe q.b., caldo afoso, un cliente che se ne va prima, tutto come al solito insomma, quando poi alle 7 ho riconsegnato la macchina in magazzino e mi sono avviato verso casa con la bici che mi  ero portato....ecco che inizia il tutto:

-ore 19 in aperta campagna,a 7 km da casa,zaino pesante 3 kg e appiccicosissssimo , temperatura circa 32°,umidità 'na cifra...qualche nuvoletta all'orizzonte ( e le solite mini trombe d'aria , v. foto) mi si sgonfia una gomma!

Niente paura, io furrrrbo, ho la pompa, così, senza voltarmi nè preoccuparmi, allungo la mano verso dove DOVREBBE essere la pompa e....il VUOTO, aveva deciso di cambiare proprietario!

ore 19,05 Gomma completamente a terra, decido di continuare lo stesso a pedalare facendo fatica boia sotto il sole ( nuvolette nere si condensavano sopra di me, schiumante di rabbia e sudore ).

dopo km 1 ( a circa 6 km dall'arrivo=casa ) qualcosa esplode nella ruota come una mazzafionda, trita il parafango e poi se ne resta lì come una innocua camera d'aria a guardari beffarda(che sia la nipotina di Rosemary's baby?) .Allora passo all'attacco con una chiave per strapparla e togliere il nodo, ma niente da fare, è durissima! Continuo a morsi e colpi di sassi e di chiave e quella solo dopo una strenua resistenza infine si stacca a brandelli ( Sissì, proprio la nipote di Rosemary).

Totalino: io sudato, iperaccaldato, mani così nere di sporco che non posso nemmeno togliermi i capelli dalla fronte, qualche zanzara che mi guarda schifita epoi se ne va, lo zaino che mi sbatacchia qua e là, riparto così a piedi verso casa ( di riparatori di biciclette ovviamente nemmeno a parlarne!)

Faccio i restanti cinque km in 40 min (nuovo record in attesa di omologa ) e, proprio quando sono vicino a casa, ma così vicino che la vedo.....questa sparisce dalla vista!

E-CHE'- E'?

Quelle nuvolette che mi guardavano dall'alto hanno pensato bene di scaricare tutto il loro carico nei 2 mq che occupavo io!

Un mininubifragio, solo 30 secondi, ma quanto bastava per bagnarmi fino all'osso ( che poi non è molto distante, diranno i miei detrattori...).

Comunque bene o male arrivo in garage emettendo nuvole di vapore che avrebbero mandato avanti le centrali di N.Y. ) ,faccio per rmettere dentro la bici...ma mi resta in mano la maniglia del garage! Troppa foga?? Bah, lascio (ovvero la scaravento via ) allora la bici lì come è e, sempre sporco e bagnato da fare schifo entro in ascensore ( uno mi guarda e preferisce andare su a piedi..).....a quel punto cosa succede????

-unpiccolofulmininofastaccarelacorrente! PER FORTUNA ( è si, un po' ce ne vuole!) ,l'ascensore si spenge solo un attimo ( bastante però per un mini-mokkolone) poi mi riporta automaticamente al seminterrato, da lì risalgo i 7 piani a piedi, entro in casa, vedo il mio PAPERINO-URLANTE di plastica che mi aspetta  e mi guarda beffardo e in silenzio mi chiudo nella doccia domandandomi se sarà finita lì....